Monumento di eccezionale importanza storica e artistica, Palazzo Vecchio è da oltre sette secoli il simbolo del potere civile della città di Firenze.
Come lo vediamo oggi, è il risultato di una lunga serie di interventi di ampliamento e trasformazione, risalenti prevalentemente ai primi tre secoli della sua storia.
Eretto tra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo, con ogni probabilità, su progetto di Arnolfo di Cambio, per ospitare il supremo organo di governo della città - i Priori delle Arti e il Gonfaloniere di Giustizia-, nel 1540 divenne la residenza del duca Cosimo I de' Medici.
É a questa fase che si devono le modifiche più significative. Per adeguare l'edificio alla nuova funzione di reggia, il duca avviò un imponente programma di lavori di ristrutturazione e decorazione degli interni che si realizzò in massima parte sotto la direzione del pittore e architetto Giorgio Vasari e si concluse solo dopo la morte di Cosimo, sul finire del secolo. All'epoca del completamento dei lavori la corte si era però già da tempo trasferita nella nuova residenza di Palazzo Pitti. Per questo motivo l'edificio da allora è conosciuto come Palazzo Vecchio.
L'assetto cinquecentesco è stato in parte alterato dalle destinazioni d'uso degli ultimi secoli, durante i quali il Palazzo ha ospitato prima gli uffici amministrativi del Granducato, poi il Governo Provvisorio della Toscana e tra il 1865 e il 1871, quando Firenze era capitale del Regno, la Camera dei Deputati e il Ministero degli Affari Esteri.
Dal 1871 è sede del Comune di Firenze. La visita inizia nel Cortile di Michelozzo, ornato da stucchi e affreschi, e prosegue al primo piano con il grandioso Salone dei Cinquecento
dove le decorazioni del Vasari celebrano l'apoteosi dei Medici e di Cosimo e dove un ricco corredo di statue accompagna il Genio della Vittoria, capolavoro di Michelangelo.
Al secondo piano si trovano il Quartiere degli Elementi e il Quartiere di Eleonora, ambienti destinati alla corte medicea e decorati con sfarzo. Si distinguono gli affreschi e i dipinti su tavola di Agnolo Bronzino nella Cappella di Eleonora.
La decorazione quattrocentesca si conserva nelle grandi sale pubbliche dell'Udienza e dei Gigli dove è collocato il celebre gruppo bronzeo della Giuditta e Oloferne di Donatello.
Nella Sala delle Carte Geografiche un globo terrestre di straordinarie dimensioni e cinquantatre pannelli dipinti offrono una panoramica di tutte le parti del mondo conosciute al tempo di Cosimo I.
Il Quartiere del Mezzanino ospita la Donazione Loeser comprendente pregevoli opere di pittura e scultura, tra le quali il Ritratto di Laura Battiferri di Agnolo Bronzino.




